venerdì 29 gennaio 2016

Filling the emptiness with magic

In ogni persona ci sono come tante stanze,
io ne ho tante di abbandonate,
alle quali non ho mai badato troppo,
dopo che sono state disabitate, lasciate lì a prendere polvere, umidità, a ingrigirsi.

Non ho forzato le serrature delle finestre per fare entrare luce,
per cambiare aria,
non mi sono soffermata a guardare dentro cosa rimaneva,
a salvare quello di importante, di prezioso, di fragile,
portarmelo via.

Ho guardato sempre avanti,
portandomi dietro le rovine che mi illudevo di dimenticare solo volgendo lo sguardo altrove.

Scordandomi di quelle stanze, che non sono altro che parti di me, sentimenti, emozioni, ricordi, felicità promesse ma non mantenute.

La vita accade, e queste cose succedono.

Ma io devo prendermi cura di me, anche se non so proprio come si fa.
Tutte le volte che ci provo sbaglio.
Beh ok non tutte, ma la maggior parte, un bel 90 % in effetti.

Sarà che ascolto solo la testa e metto sempre in secondo piano il cuore?

Sarà che ho paura delle emozioni? Ma contemporaneamente ne ho bisogno per sentirmi viva?

Sarà che a un certo punto devi scegliere, se dare più importanza alla voce della paura, o a quella dei bisogni, quelli che ti spingono a vivere esperienze che ti fanno bene, che ti arricchiscono, che non ti fanno sentire più sola, un pesce fuor d'acqua, stanca dei tentativi vani di guardare dentro gli altri, e vederci qualcosa di simile a quello che ho dentro io.

Bisogno di amicizie sincere, ben radicate e vere, di presenze, nonostante tutte le delusioni.
Bisogno di amare in quel modo che ti fa addormentare la sera col sorriso e risvegliarti nello stesso modo.
Bisogno di sentirmi presente in quello che faccio, e non così lontana ogni volta, adempiendo solo ai doveri della vita, chiedendomi dove diavolo sono andata a finire, che se mi chiamo non risponde più nessuno.

Ho smesso troppo tempo fa, troppo in anticipo rispetto ai tempi della vita, di credere che sia possibile trovare quello che cerco.
Però non smetto di averne bisogno.

E c'è così tanto dolore e rabbia dentro di me a causa di questo conflitto. Perché non si può smettere di sognare. Non si può dimenticarsi di se stessi senza accumulare polvere, umidità e vuoto.

Perchè continuo ad avere una voglia matta di essere felice.
Nonostante tutto.
E allora devo rientrare dentro quelle stanze, togliere la polvere, aprire le finestre, cambiare l'aria.

Ricominciare.

Che sono ferma da così tanto tempo.






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