In ogni persona ci sono come tante stanze,
io ne ho tante di abbandonate,
alle quali non ho mai badato troppo,
dopo che sono state disabitate, lasciate lì a prendere polvere, umidità, a ingrigirsi.
Non ho forzato le serrature delle finestre per fare entrare luce,
per cambiare aria,
non mi sono soffermata a guardare dentro cosa rimaneva,
a salvare quello di importante, di prezioso, di fragile,
portarmelo via.
Ho guardato sempre avanti,
portandomi dietro le rovine che mi illudevo di dimenticare solo volgendo lo sguardo altrove.
Scordandomi di quelle stanze, che non sono altro che parti di me, sentimenti, emozioni, ricordi, felicità promesse ma non mantenute.
La vita accade, e queste cose succedono.
Ma io devo prendermi cura di me, anche se non so proprio come si fa.
Tutte le volte che ci provo sbaglio.
Beh ok non tutte, ma la maggior parte, un bel 90 % in effetti.
Sarà che ascolto solo la testa e metto sempre in secondo piano il cuore?
Sarà che ho paura delle emozioni? Ma contemporaneamente ne ho bisogno per sentirmi viva?
Sarà che a un certo punto devi scegliere, se dare più importanza alla voce della paura, o a quella dei bisogni, quelli che ti spingono a vivere esperienze che ti fanno bene, che ti arricchiscono, che non ti fanno sentire più sola, un pesce fuor d'acqua, stanca dei tentativi vani di guardare dentro gli altri, e vederci qualcosa di simile a quello che ho dentro io.
Bisogno di amicizie sincere, ben radicate e vere, di presenze, nonostante tutte le delusioni.
Bisogno di amare in quel modo che ti fa addormentare la sera col sorriso e risvegliarti nello stesso modo.
Bisogno di sentirmi presente in quello che faccio, e non così lontana ogni volta, adempiendo solo ai doveri della vita, chiedendomi dove diavolo sono andata a finire, che se mi chiamo non risponde più nessuno.
Ho smesso troppo tempo fa, troppo in anticipo rispetto ai tempi della vita, di credere che sia possibile trovare quello che cerco.
Però non smetto di averne bisogno.
E c'è così tanto dolore e rabbia dentro di me a causa di questo conflitto. Perché non si può smettere di sognare. Non si può dimenticarsi di se stessi senza accumulare polvere, umidità e vuoto.
Perchè continuo ad avere una voglia matta di essere felice.
Nonostante tutto.
E allora devo rientrare dentro quelle stanze, togliere la polvere, aprire le finestre, cambiare l'aria.
Ricominciare.
Che sono ferma da così tanto tempo.
venerdì 29 gennaio 2016
martedì 26 gennaio 2016
Un senso
Capita di sentirsi distanti da tutto.. come se dopo anni che scavi nelle cose per arrivare alla verità, acquisendo consapevolezza e conoscenza di problemi di fronte ai quali sei impotente, ti chiedi chi te l ha fatto fare.. e sai che devi fare uno step successivo, devi ritrovare un senso, una direzione,una motivazione per continuare a muoverti nel mondo senza prenderne commiato, senza distaccartene, perchè la delusione e frustrazione che provi fanno troppo male e i sorrisi sono sempre meno veri, e i passi sempre più stanchi.
Un senso per non smettere di lottare..
E dove lo puoi trovare questo senso che ti salva?
Per quel che ne so, in base alla mia esperienza, non nel lavoro, non nella routine, non nella maggior parte dei rapporti umani, fondati su motivazioni di interessi concreti razionali, su convenienze,che poco anzi nulla hanno a che fare con l affetto, coi sentimenti, con quel poco di umano resta all uomo in questo periodo storico di nichilismo consumistico.
De Chirico nei suoi quadri rappresentava il non senso, la follia, la non verità della realtà evidente, e lasciava in mano ai poeti il compito e direi proprio il dono di capire la verità dietro al reale.
Il poeta per sua indole non trova il senso nel palese, ma nel celato, guarda dove gli altri non sanno vedere.. arriva a cogliere l essenza.
E il poeta non può sfuggire all evidenza che solo una cosa salva l uomo dal non senso.
L amore, prima di tutte le virtù.
Il poeta respira, beve e si nutre dell amore, in qualunque forma si manifesti: nella bellezza del mondo naturale, nei sentimenti sinceri che i cuori degli uomini sempre più raramente sanno esprimere.
Il poeta ha un compito importantissimo ma anche difficile, e molto ingrato.
Costretto a mascherarsi, ad adattarsi a un mondo così arido per lui.
E sempre un po' provato da questa fame di bellezza che fatica a soddisfare, prova a persistere dal suo incarico.
Ma così perde se stesso.
E allora sbaglia, e smarrendosi si ricrede, quando capisce che peggio di un mondo senza poesia, c è solo un mondo senza poeti. Perchè senza i poeti la meraviglia del mondo perde la sua voce.
La bellezza non può esistere senza occhi che la sappiano vedere, l amore non esiste se non ci sono cuori che lo fanno vivere, e la vita scompare dietro un mondo di macchine e tecnologia disumana se non c è nessuno che tenti di ricordare all uomo cosa lo differenzia dai robot.
Sarà sempre più difficile, e per questo sarà sempre più importante, elevare la voce dei poeti al di sopra di questo brusio vuoto di sottofondo.
E l amore deve vincere la paura, deve farvi brillare. Deve far ridere, piangere, deve farti sembrare che il cuore esploda dentro il petto, tanto poi mica succede davvero.
Altrimenti non c è salvezza, altrimenti non c è più niente.
Un senso per non smettere di lottare..
E dove lo puoi trovare questo senso che ti salva?
Per quel che ne so, in base alla mia esperienza, non nel lavoro, non nella routine, non nella maggior parte dei rapporti umani, fondati su motivazioni di interessi concreti razionali, su convenienze,che poco anzi nulla hanno a che fare con l affetto, coi sentimenti, con quel poco di umano resta all uomo in questo periodo storico di nichilismo consumistico.
De Chirico nei suoi quadri rappresentava il non senso, la follia, la non verità della realtà evidente, e lasciava in mano ai poeti il compito e direi proprio il dono di capire la verità dietro al reale.
Il poeta per sua indole non trova il senso nel palese, ma nel celato, guarda dove gli altri non sanno vedere.. arriva a cogliere l essenza.
E il poeta non può sfuggire all evidenza che solo una cosa salva l uomo dal non senso.
L amore, prima di tutte le virtù.
Il poeta respira, beve e si nutre dell amore, in qualunque forma si manifesti: nella bellezza del mondo naturale, nei sentimenti sinceri che i cuori degli uomini sempre più raramente sanno esprimere.
Il poeta ha un compito importantissimo ma anche difficile, e molto ingrato.
Costretto a mascherarsi, ad adattarsi a un mondo così arido per lui.
E sempre un po' provato da questa fame di bellezza che fatica a soddisfare, prova a persistere dal suo incarico.
Ma così perde se stesso.
E allora sbaglia, e smarrendosi si ricrede, quando capisce che peggio di un mondo senza poesia, c è solo un mondo senza poeti. Perchè senza i poeti la meraviglia del mondo perde la sua voce.
La bellezza non può esistere senza occhi che la sappiano vedere, l amore non esiste se non ci sono cuori che lo fanno vivere, e la vita scompare dietro un mondo di macchine e tecnologia disumana se non c è nessuno che tenti di ricordare all uomo cosa lo differenzia dai robot.
Sarà sempre più difficile, e per questo sarà sempre più importante, elevare la voce dei poeti al di sopra di questo brusio vuoto di sottofondo.
E l amore deve vincere la paura, deve farvi brillare. Deve far ridere, piangere, deve farti sembrare che il cuore esploda dentro il petto, tanto poi mica succede davvero.
Altrimenti non c è salvezza, altrimenti non c è più niente.
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